La toga conservatrice Peroni Ranchet ritorna come consigliere del Comitato direttivo dell Scuola grazie ai voti di Magistratura indipendente, tutti i laici di centrodestra e del vicepresidente Pinelli. La sua nomina era stata annullata da un ricorso amministrativo ma il proponente, Mario Palazzi, ha poi rinunciato alla nomina. «Serviva un nuovo bando», è la contestazione di Area
Non finiscono mai i colpi di scena al Csm, il cui plenum è tornato a votare sulle nomine dei componenti della Scuola Superiore della Magistratura.
In marzo c’è stato il caso del siluramento della presidente ed ex presidente emerita della Corte costituzionale, Silvana Sciarra, che si è dimessa dal ruolo dopo la mancata riconferma al vertice della Scuola che forma le nuove toghe. Al suo posto è stato eletto, con una manovra dei consiglieri della scuola dell’area di centrodestra, il professor Mauro Paladini, originario di Lecce e fiero esponente del centro studi Rosario Livatino, vicinissimo al suo fondatore, il sottosegretario Alfredo Mantovano.
L’operazione, però, era stata possibile a causa della mancanza di un voto delle toghe progressiste dopo un pasticcio al Csm così riassumibile: la prima delibera del plenum aveva nominato come consigliere della Scuola Roberto Peroni Ranchet, di Magistratura indipendente, preferendolo al progressista Mario Palazzi, il quale aveva proposto e vinto il ricorso amministrativo col risultato di subentrare al posto di Peroni Ranchet. Solo per quattro giorni, però, perché Palazzi ha contestualmente chiesto al Csm di poter rimanere in ruolo anche come procuratore capo di Viterbo e, davanti al no del consiglio, ha rinunciato alla nomina ed è decaduto dal ruolo di consigliere.
Risultato: seggio vacante, che ora il Csm ha riempito tornando all’origine: Peroni Ranchet è stato rinominato consigliere alla scuola. Dopo l’uscita di scena di Palazzi, infatti, il Csm aveva bocciato la proposta di ricollocamento in ruolo del magistrato, il quale aveva manifestato la sua disponibilità a revocare l’istanza di rientro in ruolo, per restare alla Scuola.
La rabbia di Area
Durante il plenum, di oggi, 20 maggio, il Csm infatti è tornato a votare per reintegrare il Comitato direttivo della Ssm e a maggioranza ha nominato nuovamente Peroni Ranchet, di Mi, nonostante l’annullamento del Tar confermato dal Consiglio di Stato in seguito al ricorso di Palazzi.
A incendiare lo scontro è stata la maggioranza che ha sostenuto il reintegro della toga conservatrice: per lui hanno votato tutti e sette i consiglieri di Mi, tutti i sei laici di centrodestra e ha ottenuto anche il voto del vicepresidente Fabio Pinelli, che normalmente non vota.
La mossa ha fatto infuriare le toghe progressiste di Area, che hanno commentato la scelta con un duro comunicato, contestandola dal punto di vista tecnico: «Si rendeva necessario un nuovo bando per selezionare il nuovo componente, essendo stata la nomina di Roberto Peroni Ranchet annullata dal giudice amministrativo e quella di Palazzi successivamente caducata», è la tesi del direttivo.
In altre parole, secondo Area, si sarebbe dovuto procedere a una nuova selezione e non ripristinare la nomina che il giudice amministrativo aveva bocciato. «C’è chi interpreta “logica” e “diritto” come “logica di potere” e “diritto se piace a me”», si legge nel comunicato, con una precisazione, «noi continuiamo a rivendicare non posti, ma la necessità di restituire alla SSM un ruolo di prestigio nella formazione dei magistrati, aprendola al pluralismo e ai saperi diversi».
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