Il viceministro della Giustizia spiega che gli assunti del Pnrr non finiranno a svolgere altre mansioni. «Le attività di cancelleria sono solo residuali»
Le assunzioni dei funzionari dell’Ufficio per il processo sono state rivendicate come vittoria per il ministero della Giustizia, ma col rischio concreto che i neoassunti finiscano a fare i cancellieri, invece che a svolgere funzioni giurisdizionali. Ipotesi che il viceministro Francesco Paolo Sisto nega categoricamente.
State facendo il gioco delle tre carte con le assunzioni?
Assolutamente no, l’immagine delle tre carte è suggestiva quanto erronea e deviante. Il rischio è di interpretare il fenomeno della stabilizzazione esclusivamente sotto un profilo quantitativo, trascurandone la dimensione più importante: quella qualitativa. Il punto centrale non è infatti quanti dipendenti vi siano oggi nelle piante organiche dell’amministrazione giudiziaria. Il vero tema è quale patrimonio di competenza la giustizia italiana abbia costruito negli ultimi quattro anni e se sia nell’interesse del paese conservarlo o disperderlo. In questi anni gli addetti all’ufficio per il processo hanno svolto attività che vanno ben oltre la tradizionale amministrazione di cancelleria e il ministero stesso ha evidenziato come la maggior parte degli addetti sia stata utilizzata proprio nello studio e nella gestione sostanziale dei fascicoli giudiziari. La stabilizzazione rappresenta innanzitutto una politica di valorizzazione del capitale umano; quando l’amministrazione investe per anni nella formazione di migliaia di professionisti e poi decide di conservarne know-how al proprio interno , non sta realizzando un artificio contabile: sta proteggendo un investimento pubblico. La domanda corretta da porsi, dunque, è se il sistema giudiziario italiano saprà conservare, o meno , le competenze che ha costruito grazie al Pnrr.
C’è il rischio che i nuovi assunti finiscano per svolgere in prevalenza funzioni amministrative?
Anche in questo caso assolutamente no. Lo stesso contratto collettivo nazionale, recentemente e lodevolmente sottoscritto da buona parte delle organizzazioni sindacali, riserva alle attività di cancelleria carattere residuale. Certo ci vuole equilibrio: gli uffici giudiziari devono funzionare, e bene. Per questo è necessario un misurato gioco di squadra fra il magistrato a capo dell'ufficio (che ha per legge la responsabilità della decisione), i dirigenti delle cancellerie , i funzionari stessi. L'interesse di tutti noi è il miglior risultato possibile: garantire ai cittadini una giustizia rapida ed efficiente .Da questo punto di vista, ritengo che in perfetta buonafede Csm, Anm, sindacati e Ministero guidato da Carlo Nordio viaggiano, a differenza di quanto potrebbe apparire, nella stessa direzione.
Sarà possibile ampliare la pianta organica?
Sarà l’esperienza concreta come sempre a determinare una scelta di questo tipo. Per ora ci godiamo il risultato storico di questa stabilizzazione. In questa legislatura in totale le assunzioni ammontano 14997 unità. Un risultato, ribadisco, storico che nessun ministero ha mai nenache soltanto pensato di potere raggiungere. Lo sforzo è stato davvero notevole: per tale impresa sono stati resi disponibili quasi 500 milioni di euro, interamente sostenuti dal ministero della giustizia.
Ora che è finita l’ansia da Pnrr, i risultati positivi potrebbero azzerarsi?
Sono convinto che le positività saranno incrementate. La crescita professionale dei funzionari dedicati all’Upp, l’entusiasmo dei più giovani, la saggezza dei capi degli uffici, l’esperienza dei dirigenti di cancelleria nel bilanciare al meglio risorse e funzioni non potrà che dare lustro alla nostra giustizia. Ripeto, è necessario un grande gioco di squadra per consentire agli straordinari risultati in chiave Pnrr di rendere i processi giudiziari sempre più “a misura di cittadino”.
In quest’ultimo scampolo di legislatura, quali sono le priorità di via Arenula?
Il ministero non si ferma mai, dai provvedimenti già passati dall’aula o prossimi alla discussione, quali la riforma della prescrizione, la regolamentazione del sequestro degli smartphone a cui noi di Forza Italia teniamo particolarmente, la legge professionale forense. A questo si aggiungano obiettivi ambiziosi, fondamentali per consentire al paese di crescere: la nuova regolamentazione della responsabilità degli operatori sanitari, la riforma dei modelli organizzativi, la nuova disciplina in tema di sicurezza sul lavoro. In tutti questi provvedimenti, ai profili sanzionatori si accompagna sullo stesso piano la parola “prevenzione”. Evitare che accada un evento tragico è uno scopo primario che questo legislatore si pone. Come diceva Jhering, «la sanzione arriva sempre troppo tardi».
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