Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per corruzione


In data 24 maggio 2024, alle ore 11:14:18, sull’utenza telefonica di Caltagirone Alessandro giungeva una chiamata (prog. 709894) di Cuffaro Salvatore il quale mediava un incontro fra il DG e una terza persona, nota ad entrambi, presso il Catania International Airport Hotel. […]. Alla luce del fissato incontro, si predisponeva un sevizio di O.C.P. mediante il quale si documentava (ore 18:18) l’arrivo presso il parcheggio dell’Airport Hotel dell’autovettura ***** con a bordo Stefano Cirillo e Antinoro Giovanni.

Alle ore 18:25 si documentava l’ingresso, a piedi, di Cuffaro Salvatore in compagnia di Dell’Utri Massimo e un altro soggetto non identificato. I convenuti dopo i saluti iniziali accedevano in un locale a loro riservato, per la presentazione di Massimo Dell’Utri candidato alle prossime elezioni Europee.

Alle ore 18:31 giungeva l’autovettura BMW X6 tg. ******* condotta da Caltagirone Alessandro, il quale, dopo aver parcheggiato, si incamminava all’interno dell’Airport Hotel dove incontrava con Dell’Utri Giuseppe Emilio Alessandro ed un altro soggetto non identificato insieme ai quali si intratteneva in conversazione. Alle ore 19:30 a conclusione della presentazione di Massimo Dell’Utri, questi lasciava il sito insieme a Dell’Utri Giuseppe Emilio Alessandro e all’altro soggetto n.m.i.

A quel punto (ore 20:00) Caltagirone Alessandro accedeva alla medesima sala riservata dove incontrava Cuffaro Salvatore. Dopo un breve dialogo, Questi faceva cenno a Candiano Giuseppe di raggiungerlo per poi presentarlo a Caltagirone Alessandro. I tre rimanevano appartati a dialogare.

Alle ore 20:15, concluso il dialogo con Candiano Giuseppe, Cuffaro Salvatore e Caltagirone Alessandro, si spostavano in fondo alla sala per dialogare in modo discreto. Poco dopo venivano raggiunti dall’Onorevole Salvo GIUFFRIDA903 e altro soggetto.

Alle ore 20:45 Caltagirone Alessandro salutava Cuffaro Salvatore e usciva dall’Airport Hotel per poi allontanarsi a bordo della sua autovettura BMW X6 targato*****.

La richiesta di Cuffaro alla Dussmannn

L’importanza del ruolo di Zambuto nella vicenda in esame veniva ulteriormente rafforzata nel momento in cui questi agiva non più solamente come punto di contatto di Dammone (e quindi anche da Marchese) in direzione di Cuffaro, ma anche quale vero e proprio mediatore dei flussi comunicativi tra le parti.

Infatti, il 5 giugno 2024, Zambuto rappresentava a Dammone l’assenza di variazioni orarie per i due operai richieste da Cuffaro (che, a sua volta si era fatto portatore dell’interesse di Panto Mauro) nell’incontro del 14 maggio 2024.

Dopo aver ottenuto il feedback da Dammone, Zambuto chiamava prontamente Abbonato, informandolo di aver parlato con Dussmannn e di aver sistemato la questione.

Nel dettaglio, alle ore 08:03:20 sull’utenza monitorata di Zambuto si intercettava (prog. 1123904) un tentativo di chiamata verso l’utenza mobile *******, in uso a Dammone Marco. Circa un minuto più tardi (ore 08:04:00) sull’utenza di Zambuto veniva censita una chiamata (prog. 1124906) da parte di Dammone Marco che nell’occasione ricorreva all’uso dell’utenza ******, scusandosi per non aver risposto poco prima sull’altro numero (*******) a causa di problemi di linea.

A quel punto Zambuto - che dunque si faceva latore di una doglianza attinente ad una precisa richiesta avanzata da Cuffaro e, come meglio si vedrà più avanti, percepita dalla controparte (cioè dalla Dussman) come un elemento la cui mancata soddisfazione avrebbe potuto incidere sul buon esito dell’intervento operato sulla direzione dell’ASP di Siracusa - entrava nel merito del suo tentativo di chiamata facendo presente che "…a quanto pare ancora... a quelle persone... dal primo giugno non hanno avuto cambiamenti... mi dicono... dice che non sono stati chiamati...”. Dammone smentiva sostenendo "…come no? …si si…” - “…si si… già operativa la cosa…” – “...sicuro... cioe lo verifico ma te lo assicuro...” - “…dal primo giugno…”.

Dal min. 00:00 alla fine del progressivo si trascrive in forma integrale:

Zambuto Marco: Bello mio buongiorno…

Dammone Marco: buongiorno… scusa ho nell’altro telefono qualche problema stamattina... tutto apposto tu?....

Zambuto Marco: Bene… bene... bene… tu buono?

Dammone Marco: ah!... buono… buono… voi state correndo a destra e a sinistra...

Zambuto Marco: eh stiamo correndo soprattutto questi ultimi giorni chiaramente… senti fratello ti dicevo a quanto pare ancora... a quelle persone... dal primo giugno non hanno avuto cambiamenti... mi dicono... dice che non sono stati chiamati...

Dammone Marco: ...come no?...

Zambuto Marco: eh!...

Dammone Marco: come no?... si si…

Zambuto Marco: si?...

Dammone Marco: si si… gia operativa la cosa….

Zambuto Marco: sicuro?... puoi verificare… sicuro?

Dammone Marco: Sicuro… cioe lo verifico ma te lo assicuro

Zambuto Marco: vabbe verifica siccome… vabbe verifica….

Dammone Marco: ...si si ma perché… già da...quand’e?... daaa... dall’ 1... dall’1 giugno…

Zambuto Marco: infatti tu mi avevi detto così…

Dammone Marco: ...dal primo giugno... si si...

Zambuto Marco: infatti… infatti detto... vabbe va bene… va bene…Verificalo

Dammone Marco: ...ora lo riverifico... si si si... comunque e si... se... o... ora… ora lo verifico... ok?

Zambuto Marco: Ciao fratello... buona giornata... ciao a dopo... ciao...

Dammone Marco: ciao

Alle 08:46:08 Dammone Marco telefonava (prog. 506907) a Calabrese Alessandra su utenza intestata a Dussman Service srl chiedendole conferma se per l’Asp di Palermo si fosse concretizzato l’aumento di ore lavorative per due unità del personale operante “…possibile che abbiamo fatto un aumento ad alcune... un paio di persone sull’Asp di Palermo...” ricordandole solo il nominativo di una delle due “…forse una era Pisani… e un’altra era…”.

La donna, che inizialmente non ricordava, chiedeva ulteriori precisazioni e dettagli (che Dammone non era in grado di darle), giungendo alla deduzione che tale incremento fosse avvenuto su richiesta diretta di Marchese Giovanni o di Aloi Giovanni “…ascolta... può darsi che l’abbia fatto su input o di Marchese o di Aloi…”.

Preso atto che la richiesta era pervenuta direttamente da Marchese “…ce ne sono due richieste da… Marchese…”, la donna spiegava che le due richieste erano rimaste in sospeso fino a dopo le elezioni, su indicazione di Aloi “…ma non sono state fatte perché con Aloi abbiamo… deciso di farlo dopo le elezioni! Capito?...”, ovvero a decorrere dal primo luglio “…parto dal primo luglio poiché non si può fare praticamente in corso d’opera…” per come deciso da Aloi Giovanni “…ma… Giovanni mi ha bloccato! Io avevo tutto pronto… questo assieme a delle altre… e me le ha bloccate dicendo «Ormai aspettiamo… il primo di luglio!...»".

A quel punto Dammone, preso atto del rinvio, chiedeva di notiziare gli interessati “…Glielo dite a queste due persone...”. […]

Alle successive ore 09:00:59, sull’utenza di Zambuto Marco veniva censita una chiamata (prog. 1131909) di Dammone Marco il quale con tono confidenziale, spiegava che, per questioni amministrative, gli aumenti orari richiesti per i due operai sarebbero iniziati dal 1° luglio, riferendogli tuttavia di aver disposto di informare direttamente gli interessati. […]

Alle ore 09:33:51 si chiudeva il cerchio informativo in ordine alla mancata corresponsione, per gli operai, della richiesta di incremento orario di cui Cuffaro si era fatto promotore nell’incontro del 14 maggio con Marchese e Dammone. Infatti, a quell’ora, Zambuto Marco telefonava (prog. 1132910) ad Abbonato Antonino per avvisare che stava partendo da Agrigento e per chiedere dove avrebbe potuto incontrarli (Abbonato e Cuffaro, ndr) verso le ore 11:30.

Nella circostanza, Zambuto anticipava che la vicenda in esame era risolta e che il suo referente (Dammone, ndr) avrebbe informato gli interessati dell’aumento orario a partire dal primo luglio. Abbonato precisava di trovarsi in compagnia di “…Mauro…”, verosimilmente identificabile in Panto Mauro, dirigente S.A.S. e asserito sostenitore della richiesta in esame, poi riportata da Cuffaro a Marchese. […]

Il 7 giugno 2024 alle ore 15:56:03 Marchese Mauro telefonava (Prog.599911) a Dammone Marco e quest’ultimo, tra le altre notizie, lo informava che “…abbiamo fatto una gran mala figura…” - “… sull’area di Palermo… purtroppo…” specificando che la questione riguardava “…un paio di contratti da adeguare…” per i quali lo stesso Marchese gli aveva “…dato la conferma che… dall’uno giugno erano già adeguati…”. Dammone chiariva che, in realtà, tale promessa non si era concretizzata “…non è vero…” e all’incredulità del direttore di filiale “…come non è vero?...” - “…a venti ore!… quelli a venti ore!…”, il commerciale incalzava dicendo “…ti dico che non è stato fatto… e non me ne sono accorto io… se ne è accorto qualcun altro…”.

Marchese, riteneva impossibile quanto appena appreso “…mi hanno dato conferma di questa cosa…” ma intendeva sincerarsene “…adesso… chiamo dai…”. Dammone, a termine conversazione, precisava al proprio dirigente che la responsabilità di tale disagio, per come aveva appreso dalla Calabrese (Alessandra CALBRESE, ndr) “…a me la Calabrese ha detto cosi…” era da attribuire a “…Giovanni…” (Aloi Giovanni, ndr) che aveva dato indicazioni “…di spostarli all’uno luglio…”. Marchese riteneva impossibile “…una cosa del genere…” motivo per il quale preannunciava che avrebbe chiamato Giovanni. [...].

Il direttore di filiale, quindi, contattava telefonicamente (Prog.600913) il suo collaboratore Aloi Giovanni e, con forte disappunto, rappresentava di avere fatto una magra figura nei confronti delle persone a cui aveva promesso il suo tempestivo intervento per incrementargli il contratto “… da quattordici a venti ore…”.

Nel dettaglio Marchese lo redarguiva dicendo “...Io ho dato assicurazioni…” - “…poi questi mi chiamano… dice «…ma lei mi ha detto…»” - “…ho fatto una brutta figura io… eh!...” - “…se tu me lo dicevi perché… se uno poi mi chiama…” - “…e mi dice «…Guardi pero quella cosa…»” - “…io ho dato affidamento… nel senso che io gli ho detto guardi… non si preoccupi verrà… tu… tutto apposto…” - “…io ero convinto perché tu m’avevi confermato ‘sta cosa… poi… ci faccio una brutta figura…” - “…per me il problema non si crea nel momento in cui tu me lo dici…” - “…se poi dico dal primo giugno io…” - “…mi trovo in difficolta… perché poi quando quello me lo dice… io che gli rispondo...”.

Il dirigente concludeva la conversazione spiegando che avrebbe spiegato il rinvio adducendo un problema tecnico “…gli dirò… adesso… c’è stato un problema al sistema…” - “…e che comunque da luglio in pratica... sono allineati...”. [...].

Il direttore di filiale, alle successive 16:03:54, aggiornava telefonicamente (Prog.601915) Dammone Marco sul contenuto del colloquio avuto con Aloi Giovanni. Nello specifico raccontava di averlo redarguito per non essere stato immediatamente informato sull’iniziativa che questi aveva inteso adottare di posticipare di un mese l’aumento delle ore di lavoro per i due dipendenti segnalati “… quando ci sono cambiamenti di questa cosa… ho spiegato che bisogna essere informati perché se uno da un affidamento… da un affidamento… punto…” - “…ho spiegato che se diamo un affidamento e lui mi dice in pratica che e cosi… cosi deve essere… se non e cosi mi chiami subito…”. Spiegava, altresì, che avrebbe giustificato tale ritardo con un problema tecnico “…del sistema non ha recepito la variazione…” ma, nonostante ciò, “…dal primo luglio comunque la cosa viene… cosi com’era definita…” - “...intanto abbiamo fatto una brutta figura… ne sono consapevole…” - “…dal primo luglio… porca di una puttana troia!...”.

Per trovare l’aspetto positivo della questione, Marchese pur conscio della “…figuraccia terribile…”, evidenziava che malgrado il ritardo “…tra un mese quando… tra un mese… tra venti giorni in pratica quando vedranno il risultato…” - “…comunque sia… insomma… la cosa è fatta… con un mese di ritardo ma la cosa è fatta…” mettendo anche in conto che “…poi se dobbiamo…” - “…passare sotto la gogna…passeremo sotto la gogna…”. […]

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