La società “Stretto di Messina”, per la realizzazione dell’opera, ha strutturato un’articolata organizzazione che prevede il coinvolgimento di vari soggetti, tra i quali il Contraente Generale (Consorzio Eurolink), il Project Management Consultant (Parsons Transportation Group) e il Monitore Ambientale (Edison Next Envirnoment). Il Contraente generale è costituito dal “Consorzio Eurolink”, costituito da Webuild, Condotte d’acqua, Cmc, Ihi e dal consorzio Aci. Nel luglio 2023, la Webuild ha nominato presidente del Consorzio il Dott. Gianni De Gennaro
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci dell’informativa relativa al procedimento penale della procura di Palermo che ha portato agli arresti qualche mese fa Salvatore Cuffaro detto Totò per associazione a delinquere e corruzione
Il progetto del “Ponte sullo Stretto di Messina” rappresenta una delle sfide ingegneristiche più significative del panorama italiano.
Le prime proposte per porre in essere un collegamento fisico tra la Sicilia e la Calabria risalgono agli anni '60, ma solo nel nuovo millennio il dibattito si e intensificato, suscitando interesse a livello nazionale e internazionale. Molti ritengono che il possibile collegamento non rappresenti solo un'opera infrastrutturale di portata straordinaria, ma anche una possibile soluzione per stimolare lo sviluppo economico e sociale delle due Regioni.
Nel corso del tempo, si sono avuti numerosi confronti afferenti sia agli aspetti tecnici (come la scelta della tipologia di ponte, l'analisi sismica e la navigabilità dello stretto), sia alle analisi politiche, economiche e ambientali (relative all’utilità dello stesso nonchè alla sostenibilità ambientale e all'impatto sociale).
Le menzionate attività hanno comportato un rallentamento nei tempi di progettazione e approvazione, delineando una realtà complessa e multiforme.
I finanziamenti erogati per la realizzazione dell’opera e l’indotto economico generato dai lavori hanno suscitato e continuano a suscitare gli interessi della criminalità organizzata – in particolare cosa nostra e ‘ndrangheta – nonche di lobby politico – mafiose e circuiti economici dal potere radicato.
Il “Ponte sullo stretto” dovrebbe unire la Calabria e la Sicilia nel punto in cui sono maggiormente vicine.
L’opera, secondo l’ultimo progetto approvato (il progetto esecutivo dell’infrastruttura dovrà essere approvato entro il 31.7.2024), avrà un centro direzionale di controllo che sorgerà nel Comune di Villa San Giovanni (RC), una lunghezza tra i giunti di espansione di 3.666 mt, articolata su 3 corsie stradali per senso di marcia (veloce, normale, emergenza), 2 binari ferroviari e 2 corsie di servizio.
Le opere stradali e ferroviarie di collegamento del Ponte al territorio comprenderanno 40 km di raccordi viari e ferroviari (20 km raccordi stradali complessivi e 20 km raccordi ferroviari complessivi, l’80 per cento dei quali sviluppati in galleria) e collegheranno l’opera sul versante:
a. calabrese (opere stradali e ferroviarie per 13 km) all’autostrada del Mediterraneo e alla linea ferroviaria Napoli-Reggio Calabria:
b. siciliano (opere stradali e ferroviarie per 28 km) alle autostrade Messina-Catania e Messina- Palermo, nonché alla nuova “metropolitana dello stretto” che, unitamente alle stazioni di Villa S. Giovanni, Reggio Calabria e Messina, daranno concretezza al “sistema metropolitano interregionale dell’area dello Stretto”
Il “sistema metropolitano interregionale dell’area dello Stretto” sarà realizzato attraverso la costruzione di 3 nuove stazioni ferroviarie a Messina (Papardo, Annunziata ed Europa) e l’ammodernamento/potenziamento degli scali già esistenti sulle coste siciliana e calabrese.
I lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto e del “Sistema metropolitano interregionale dell’area dello Stretto” (siano essi di realizzazione di nuove infrastrutture e/o di ammodernamento di quelle già esistenti) potrebbero suscitare numerosi interessi, sia da parte delle organizzazioni mafiose di tradizionale radicamento in Calabria e Sicilia, sia da parte di lobby politico - mafiose e circuiti economici dal potere radicato che potranno drenare ugualmente risorse pubbliche attraverso sistemi corruttivi.
La società “Stretto di Messina spa”
La Società Stretto di Messina e la concessionaria per la progettazione, la realizzazione e la gestione del collegamento stabile, viario e ferroviario, fra la Sicilia e la Calabria.
La “Stretto di Messina S.p.A.” e stata costituita nel 1981, ai sensi della L. n. 1158 del 17 dicembre 1971 e ha come oggetto sociale “lo studio, la progettazione e la costruzione di una opera per il collegamento stabile ferroviario e viario e dei pubblici servizi tra la Sicilia e il continente”. La stessa norma prevede che alla Società siano affidati “l’esercizio, la gestione e la manutenzione del collegamento sullo stretto di Messina, ad eccezione di quanto riguarda gli impianti ferroviari che, ad ultimazione e collaudo definitivo dell’opera, passeranno in esercizio, gestione e manutenzione alla società R.F.I. S.p.a.” (la Società e concessionaria delle suddette attività dal 1985).
La norma prevede che «la concessione e assentita con decreto dei Ministri per i lavori pubblici e per i trasporti e l’aviazione civile, di concerto con i Ministri per il bilancio e la programmazione economica, per il tesoro, per le partecipazioni statali e per la marina mercantile, sentito il Cipe».
La Legge di bilancio 2023 ha disposto la revoca (dal 1°.4.2023) dello stato di liquidazione in cui era stata posta la Società, riaffidandole (art. 2, comma 1, del D.L. 31 marzo 2023, n.35) la concessione per la gestione dell’opera (per una durata di trent’anni dall’entrata in esercizio dell’opera).
Il menzionato art. 2 del D.L. 35/2023 (commi 7 e 8) prevede che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze sono autorizzati a stipulare con la società concessionaria e con i soci “un accordo di programma per la definizione dei rispettivi impegni di natura amministrativa e finanziaria connessi al riavvio dell’attività della società concessionaria e al completamento delle procedure di progettazione e di realizzazione dell’opera” e che, a tal fine, «il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e autorizzato a sottoscrivere con la società concessionaria uno o più atti aggiuntivi alla convenzione».
Gli atti aggiuntivi alla Convenzione - con il relativo piano economico-finanziario - saranno perfezionati a valle della Delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) che (ai sensi dell’art. 3, co. 7 del D.L. 35/2023), approverà, tra l’altro, il nuovo piano economico-finanziario della concessione e la relazione istruttoria del MiT che indicherà l’integrale copertura finanziaria dei costi di realizzazione dell’intervento.
Il D.L. 35/2023 (decreto legge in All.1) prevede, inoltre, che:
a. “Stretto di Messina S.p.A. costituisce società in house ai sensi dell’articolo 16 del testo unico in materia di societa a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175”, prevedendo che, ai fini dell’esercizio del controllo, siano definiti, in statuto, particolari prerogative e diritti spettanti agli amministratori designati dal MEF e dal MIT;
b. il MIT - avvalendosi della propria Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza - provvede alla vigilanza sull’attività della società e definisce indirizzi idonei a garantire che, sugli obiettivi strategici e sulle decisioni significative della medesima, sia esercitata una influenza determinante da parte del medesimo Ministero;
c. l’azionariato della Società - che attualmente vede la presenza di ANAS (82%), RFI (13%) e delle Regioni Calabria e Siciliana (2,5% ciascuna) - sarà ampliato attraverso l’ingresso del MEF, da realizzare attraverso un aumento di capitale della società di 370 milioni di euro entro il 2023.
d. il Consiglio di Amministrazione e “composto da cinque membri, di cui due designati dal MEF d’intesa con il MIT, che ricoprono rispettivamente la carica di presidente e di amministratore delegato, un membro designato dalla Regione Calabria, un membro designato dalla Regione siciliana e un membro designato congiuntamente dalle società R.F.I. S.p.a. e ANAS S.p.a.”. Per gli esercizi 2023, 2024 e 2025: Presidente, Ing. Giuseppe RECCHI; Amministratore delegato, Dott. Pietro CIUCCI, Consigliere, Avv. Eleonora Maria MARIANI, Prof. Avv. Ida Angela Loredana NICOTERA, Avv. Giacomo Francesco SACCOMANNO.
e. il Collegio sindacale e “composto da cinque membri, di cui tre membri effettivi e due supplenti.
Un membro effettivo, in qualità di presidente del collegio sindacale, e un membro supplente sono designati dal MEF d’intesa con il MIT; un membro effettivo e designato dalla Regione Calabria congiuntamente alla Regione siciliana; un membro effettivo e un membro supplente sono designati congiuntamente dalle società R.F.I. S.p.a. e ANAS S.p.a.”. Per gli esercizi 2023, 2024 e 2025:
Presidente, Dott.ssa Paola NOCE, Sindaco effettivo Dott.ssa Barbara BRANCA e Dott. Vittorio ZUPO, Sindaco supplente Dott. Giuseppe MONGIELLO e Dott.ssa. Annalisa FERRARO.
Si rappresenta, infine, che la Legge di bilancio 2024, all’art. 56:
a. ha stanziato 11 miliardi e 630 milioni di euro, di cui 2 miliardi e 318 milioni a valere sui Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, nel periodo 2024-2032 (previsto quale arco di tempo di completamento della fase progettuale e di costruzione dell’Opera, prevedendo altresì che, entro il 30 giugno di ogni anno e fino all’entrata in esercizio dell’opera, il MIT presenti una informativa al CIPESS sulle iniziative intraprese ai fini del reperimento di fonti di finanziamento diverse da quelle a carico del bilancio nazionale a copertura dei costi di realizzazione dell’opera);
b. prevede che la spesa di 11.63 miliardi di € sia articolata come di seguito indicato:
- 780 milioni per l’anno 2024;
- 1.035 milioni per l’anno 2025;
- 1.300 milioni per l’anno 2026;
- 1.780 milioni per l’anno 2027;
- 1.885 milioni per l’anno 2028;
- 1.700 milioni per l’anno 2029;
- 1.430 milioni per l’anno 2030;
- 1.460 milioni per l’anno 2031;
- 260 milioni per l’anno 2032.
Inoltre, il CIPESS - su proposta del MIT e d’intesa con il MEF, con apposite delibere - dovrà attestare la sussistenza di ulteriori risorse individuate, determinando conseguentemente la corrispondente riduzione dei menzionati stanziamenti.
La “Stretto di Messina”, per la realizzazione dell’opera, ha strutturato un’articolata organizzazione che prevede il coinvolgimento di vari soggetti, tra i quali il Contraente Generale (Consorzio Eurolink), il Project Management Consultant (Parsons Transportation Group) e il Monitore Ambientale (Edison Next Envirnoment):
Il contraente generale
Il Contraente generale è un Ente o un soggetto giuridico che abbia un contratto con altre organizzazioni e/o Enti, per la fornitura di servizi o prestazioni d’opera. Generalmente si tratta di aziende specializzate nella gestione di progetti edili complessi. Nel caso in trattazione, il Contraente generale è costituito dal “Consorzio Eurolink”, costituito da WEBUILD (45%), SACYR (18,7%), CONDOTTE D’ACQUA (15%), CMC (13%), IHI (6,3%) e dal Consorzio ACI (2%).
Nel luglio 2023, la WEBUILD ha nominato presidente del Consorzio il Dott. Gianni DE GENNARO.
Il project management consultant
Il Project Manager Consultant e l’ente o la società a cui sono affidate le attività riguardanti il controllo e la verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione di un’opera. Nel caso del Ponte sullo stretto, l’incarico e stato affidato alla “PARSON TRANSFORMATION Inc”.
Il monitore ambientale
Il Monitore Ambientale e l’ente o la società a cui sono affidate le attività di controllo concernenti le ricadute ambientali e socio-economiche sul territorio. Tali attività si attuano sia nella fase di costruzione sia in quella di gestione dell’opera anche al fine di armonizzare efficacemente l’adozione delle innovazioni tecnologiche a minor impatto ambientale. Nel caso in trattazione, tale attività e stata affidata alla “EDISON NEXT ENVIROMENT”.
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