Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa serie pubblicherà ampi stralci delle motivazioni della sentenza di secondo grado sul processo Montante


Vladimiro Crisafulli e Gaetano Rabbito, esponenti politici della provincia di Enna, sono stati oggetto di ricerche da parte del Graceffa con due interrogazioni effettuate contemporaneamente. II fatto che una di esse si trovasse nella "stanza segreta" di Montante rende a lui riconducibile l'accesso abusivo.

Marco Benanti, direttore responsabile del quotidiano on line "Iene Sicule", aveva rilanciato il primo articolo dei "Siciliani giovani", che parlava dei rapporti tra Montante e Arnone e aveva pubblicato due articoli molto critici nei confronti dell'imprenditore di Serradifalco il 23 e il 26.4.2013. Il nome di Benanti è oggetto delle ricerche di Graceffa il 3 e il 7.6.2013. Il 2.10.2013 Montante e Lo Bello avevano presentato un esposto contro il giornale di Benanti.

Gianpiero Casagni, giornalista che sul periodico "Centonove" aveva pubblicato diversi articoli critici su Montante e il suo gruppo, era stato oggetto di una particolare attenzione nell'archivio di Montante. Gli era stata dedicata una cartellina di colore blu, nella quale erano stati raccolti innanzitutto documenti che dovevano servire, come si legge in un appunto, a 'fare denuncia che doveva essere assunto perché lo fa"; vi era copia di una mail inviata da Casagni a Montante il 18.1.2010 con il proprio curriculum vitae, e poi di una successiva mail con il proprio curriculum vitae a Unioncamere Sicilia, nella quale manifestava l'interesse a collaborare all'ufficio stampa il 6.7.2013, nonché infine la registrazione di una conversazione il 28.12.2014 tra Casagni e Cicero riguardo una sua possibile collaborazione come addetto stampa all’Asi. In un appunto manoscritto erano elencate informazioni raccolte sulle sue precedenti attività lavorative, sulle sue parentele e quelle della compagna e sulla necessità di acquisire ulteriori informazioni sulle sue proprietà.

Erano raccolti anche una visura camerale della società editoriale Centonove s.r.l. E degli appunti sui pregiudizi penali del presidente di quella società Vincenzo Basso e di altri soggetti facenti parte della stessa, come Graziella Lombardo, Fulvio Cristina e Maria Eugenia Orlando.

I primi articoli critici di Casagni venivano pubblicati da Centonove il 6 e il 27 settembre 2013 e il 4 ottobre 2013 Graceffa interrogava la banca dati sui soggetti inseriti nella struttura societaria di Centonove.

Diversi altri articoli sono stati pubblicati da Casagni nel corso del 2015 e l'11 giugno di quell'anno Graceffa aveva effettuato un altro accesso riguardante il giornalista.

E' del 26.3.2015 l'esposto con il quale Casagni riferisce la vicenda, risalente al maggio 2014, della mancata pubblicazione dell'articolo da lui proposto al direttore del periodico "Panorama" (all'epoca Giorgio Mulè), nel quale egli ricostruiva i rapporti tra Montante e Arnone e i collegamenti del primo con gli ambienti mafiosi;

Casagni aveva avuto l'opportunità di presentarsi a Mulè e di inviargli articolo e materiale raccolto grazie al giudice Stefano Zammuto che di Mulè era stato compagno di scuola e che per questo aveva avuto modo di contattarlo e farsi tramite.

Tuttavia non solo l'articolo non era stato pubblicato ma del suo contenuto e dell'iniziativa di Casagni e di Zammuto era stato informato Montante, il quale a sua volta avrebbe adottato contromisure contro di lui.

In un esposto anonimo giunto alla sede di Confindustria Centro Sicilia il 18.3.2015 Casagni veniva additato come "uomo vicino alla mafia nissena e in particolare a Di Vincenzo Pietro, Tullio Giarratano, Umberto Cortese, Ivan Randa e Michele Tornatore, tutti associati e vicini alla famiglia Madonia, unico filo conduttore".

La riconducibilità a Montante degli accessi relativi sia a Casagni e alle persone inserite nella struttura societaria del periodico per il quale lavorava sia al giornalista Attilio Bolzoni (del quale a breve si dirà) veniva tratta dal GUP anche da una conversazione intercettata il 13.3.2015 (pochi giorni prima dell'esposto anonimo sopra richiamato) tra Montante e Mistretta, in cui il primo, manifestato il suo sdegno per gli attacchi contro di lui, affermava: ''però ora dobbiamo cafuddare prima 'Centonove', 'La Repubblica' ci pensiamo dopo va bene?". E nello stesso contesto Montante affermava che vi sarebbero stati elementi "pazzeschi" che facevano pensare che Casagni fosse un avvicinato a cosa nostra.

© Riproduzione riservata