Le troppe fratture d’Israele hanno incartato il sistema: oramai il paese è solo vagamente simile a quello fondato, e a lungo governato, dai padri fondatori di matrice laburista. Per Eisenkot l’unica possibilità di formare un governo è quella di superare l’ostracismo nei confronti dei cittadini di origine palestinese. Ma pur di impedire simili tentazioni, Netanyahu cercherà di sparigliare le carte: se non funziona il presunto Qatargate, un nuovo attacco all’Iran
Uscito dalle elezioni senza una maggioranza certa, Israele si interroga sul che fare. A partire dalla constatazione che gli elettori hanno, comunque, lasciato Netanyahu al centro della scena. Pur perdendo seggi, il Likud resta il primo partito e anche la coalizione di destra , se si considera il solo campo sionista, è davanti. A dimostrazione che parte rilevante degli israeliani considera la “lotta per l’esistenza”, declinata secondo il mood dell’intransigente Bibi, un fattore decisivo e che la