L’ostacolo è politico

L’arte è potere, ma l’Italia non sa come usare il proprio soft power

La Cina e la Francia decidono, coordinano e investono; il nostro paese si divide tra ministeri, musei, sovrintendenze e fondazioni e, appena qualcuno propone un progetto ambizioso, qualcuno lo accusa di svendere il patrimonio. Così, per paura di fare male, preferiamo non fare nulla

L’Italia non sarà mai una grande potenza militare. Non abbiamo l’atomica e qualche carro armato in più non cambierà il nostro peso nel mondo. La forza che possediamo è un’altra: l’arte, la cultura, la bellezza, il legame che nei secoli abbiamo costruito tra creatività, tecnica, città e produzione. Siamo una possibile superpotenza culturale, ma continuiamo a trattare questo patrimonio come un’eredità da custodire e offrire ai turisti, non come uno strumento di politica estera. Le mosse del Drag

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