La Cassazione ha disposto un appello ter. La sentenza finale? Fra un anno, forse fra due, chissà, forse. Eccolo un cittadino italiano cucinato a fuoco lento dalla magistratura. Con una condanna già abbondantemente scontata - che cosa sarebbero altrimenti quei 13 anni 4 mesi e 23 giorni in febbrile attesa di un giudizio?
Più che un processo è diventato un ingorgo, un blocco stregato della giustizia. Un processo infinito non è più un processo, ma qualcos'altro che è difficile da definire e soprattutto da capire. Così i cavilli giuridici è meglio lasciarli dentro le austere aule della Suprema Corte di Cassazione, perché la realtà è vergognosamente quella che è: se un imputato non viene dichiarato innocente o colpevole dopo 13 anni, 4 mesi e 23 giorni significa che la giustizia non sa fare giustizia, vuol dire che