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Il silenzio non è un sì, in piazza per una nuova cultura del consenso

Il ddl Bongiorno riposa, di fatto, sull’idea che l’unico atto sessuale non consenziente sia (con poche eccezioni) quello a cui la vittima oppone un rifiuto espresso e credibile. E sull’idea, connessa alla prima, che la violenza sia un’esperienza straordinaria, opera di sconosciuti, per lo più marginali – non, invece, un fatto terribilmente comune, che coinvolge partner, familiari, colleghi, amici, a cui quel “no” è difficile da dire

«Senza consenso è stupro»: con questo slogan centinaia di centri antiviolenza, insieme a movimenti e associazioni femministe e transfemministe, si sono dati appuntamento a Roma per una manifestazione nazionale di protesta. L’obiettivo è fermare il disegno di legge Bongiorno sulla violenza sessuale, che ha sostituito la nozione di consenso con quella di «volontà contraria all’atto sessuale». Tanto rumore per un tecnicismo giuridico? Non proprio. Non solo perché la nuova formulazione sposta la res

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