Ci sono due narrazioni sui giovani: la prima è che non esistono, sono già vecchi, soli davanti agli schermi; la seconda è che sono svogliati e viziati, per cui ci vorrebbe la naja. C’è una terza via, che non è quella della colpevolizzazione di sé e della proiezione, ma di pensiero e ricostruzione
Alcuni giovani, molti dei quali convocati da TikTok, hanno rotto vetrine, assalito negozi, razziato supermercati. È l’altra faccia di quello che fanno abitualmente nel chiuso delle loro stanze, solo senza toccare la proprietà privata altrui, quando si scagliano contro loro stessi e si auto-lesionano le braccia o si auto-sabotano con relazioni tossiche. Si feriscono e rompono, e noi dovremmo chiedere loro perché realmente lo fanno e la loro risposta non credo ci piacerebbe molto. Allora si prefer