Gran bel quadro, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David. L’impianto prospettico, lo stile neoclassico, la tragedia di Corneille, i tre fratelli che tendono il braccio per impugnare le spade.

Nessun giuramento, nessun coraggio, nessuna battaglia: tra il saluto romano sfoggiato di fronte all’ambasciata del Marocco a Madrid da Isabel Medina Peralta, attivista neo-nazista e falangista spagnola classe 2002, bandita dalla Germania per essere arrivata all’aeroporto di Francoforte con una copia del Mein Kampf e una bandiera con la svastica – tipica valigia di chi si appresta a oltrepassare i confini alemanni – e bannata da qualsiasi social per incitamento all’odio, e quello dei soggetti ritratti, c’è di mezzo il mare, cioè la storia d’Europa. Nello specifico, quella di un’opera dipinta a un passo dalla rivoluzione francese e quella di un gesto che è diventato il segno di ossequio del nazifascismo.

L’effetto straniante si moltiplica, chiaramente, quando a riprodurre con disinvoltura le movenze delle morte a mo’ di coreografia su TikTok non sono i soliti attori, gruppi di uomini con teste rasate, avventori di Predappio vestiti da Balilla o calciatori che esultano, ma una ventenne con la cintura Ralph Lauren e l’aspetto di una studentessa qualunque – anche lei, dall’alto della sua marginalità, accusa Vox di eccessiva moderazione, a ciascuno il suo Vannacci.

Ed era già successo all’inizio del 2025 di vedere un saluto romano eseguito da un personaggio insolito, in un contesto molto più clamoroso della pseudo protesta di Peralta (subito contenuto virale), ossia il palco della Capital One Arena di Washington, dove Elon Musk tese il braccio per festeggiare l’insediamento di Trump. Oltre alla gestualità, i due condividono la visione su Ceuta e sull’“invasione” che minaccia l’Occidente. Consoliamoci sapendo che almeno non condivideranno una parete del Louvre.

LE PUNTATE PRECEDENTI DI “NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”
 

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