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Gli Usa e la forza della legge: la democrazia festeggia

La Corte Suprema ha stabilito che l’azione del potere presidenziale incontra limiti non derogabili, neppure per mano del suo più disinvolto interprete. Così ha riaffermato senza esitazione un principio che restituisce speranza alle precarie sorti della democrazia costituzionale: quando l’esecutivo pretende di avocare a sé un potere di portata eccezionale, deve ottenere l’autorizzazione esplicita e inequivoca del Congresso

Come in tutti i momenti più delicati del nostro affaticato Occidente, pure stavolta il destino di una civiltà era affidato alle sapienti mani della giurisprudenza, che ha saputo rispondere ancora una volta con avvedutezza: con sei voti contro tre, la Corte Suprema ha stabilito che l’azione del potere presidenziale incontra limiti non derogabili, neppure per mano del suo più disinvolto interprete. Al netto delle sue vistose inclinazioni conservatrici, la Corte presieduta dal Chief Justice Roberts

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