Vogliono costruirsi un’esistenza dignitosa e libera, indipendente da costrizioni. Sappiamo nulla dei giovani migranti che si affollano ai nostri confini e nulla vogliamo sapere, altrimenti non riusciremmo a considerarli estranei ai “nostri valori”.
Raccontiamo i migranti che rischiano la vita in mare per raggiungere l’Europa come “disperati” ritenendo che solo la disperazione possa spingerli a quell’azzardo. E se si tratta di donne, immaginiamo le “disperate” predisposte dalla propria cultura ad accettare prepotenze maschili, ferocie patriarcali, lavori che le italiane evitano – mute, rassegnate all’inevitabile. Poi accade che il Guardian metta insieme i racconti resi a vari giornali da 29 ragazzine arrivate a nuoto nel territorio spagnolo