Non dovremmo chiederci soltanto quanto diventeranno intelligenti le macchine, ma quanto sapremo diventare intelligenti noi nell’usarle. Il futuro migliore non è quello in cui l’Ia sostituisce l’uomo. È quello in cui impariamo a riconoscere ciò che la macchina sa fare meglio, ciò che deve restare umano e il punto in cui le due intelligenze insieme possono fare qualcosa che nessuna delle due farebbe altrettanto bene da sola
L’intelligenza artificiale è diventata una delle grandi paure del nostro tempo: toglierà il lavoro e finirà per decidere al nostro posto. La tutela dei dati, gli errori difficili da riconoscere e il rischio di delegare troppo alle macchine sono problemi reali. Ma mentre discutiamo dei suoi pericoli, dalla medicina arriva una domanda più interessante: e se il vero confronto non fosse tra uomo e macchina, ma tra l’uomo da solo e l’uomo aiutato dall’Intelligenza artificale? L’Ia in medicina In sa