Le proteste nella Repubblica islamica sono sostenute dagli esponenti più importanti del clero sciita che da tempo contestano al regime di usare la religione in modo strumentale. Ma il paese deve fare da solo: chi crede nella democrazia a Teheran deve osteggiare ogni possibile attacco militare straniero perché sarebbe la fine non del regime degli ayatollah ma della sua società
La Repubblica islamica dell’Iran è spesso descritta come una realtà omogenea, monolitica, dalla chiara lettura e interpretazione. All’opposto, l’Iran è un paese estremamente complesso, con un sistema sociale, politico, religioso, strutturato su più livelli, frutto di una storia millenaria. Le proteste di questi giorni rendono evidente tale complessità. Anche per questo l’Iran ci irrita e ci stupisce: ci irrita perché non ci consente di catalogarlo secondo gli schemi mentali tipici e ci stupisce


