Il personaggio della settimana

La rottura di Draghi con la stagione populista e il ritorno della cittadinanza

Mario Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Mario Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Mario Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse
  • L’incarico di guidare l’esecutivo attribuito a Mario Draghi ha sollecitato numerose riflessioni circa la natura della sua leadership.
  • Nella leadership di Draghi mancano tutti e tre gli elementi associati solitamente al (neo)populismo: la contrapposizione fra popolo ed élite, una comunicazione politica personalizzata e una struttura partitica di sostegno dominata dalla leadership.
  • La scelta del presidente Mattarella a favore di Draghi è stata orientata proprio dalla sua estraneità al sistema partitico e dalla sua appartenenza all’élite al governo delle istituzioni europee.

Nell’articolo di Giovanna Faggionato su Domani di venerdì 9 febbraio si riportano le parole del politologo Chris Bickerton secondo il quale il governo di Draghi è un governo ‘tecno-populista’. Se ci riferiamo al sostegno di forze neopopuliste al governo, non si può che essere d’accordo. Ma non si può considerare Draghi un leader neopopulista. Per ora non abbiamo molto materiale su cui fondare le nostre valutazioni: l’unico documento da analizzare con attenzione è il discorso fatto al Senato i

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