Le primarie possono servire a trasformare una lotta sotterranea in una competizione regolata, con regole definite e un risultato riconosciuto da tutti
Sono stati avanzati buoni motivi contro il ricorso alle primarie per scegliere la leadership della coalizione progressista. Proprio per questo, la decisione non va affrontata con leggerezza. Gli argomenti contrari, esposti bene da Emanuele Felice su queste pagine, sono solidi. In una coalizione fragile, una competizione per la leadership potrebbe approfondire le divisioni e smobilitare gli sconfitti. Scegliere oggi un candidato alla guida del governo rischierebbe inoltre di assecondare la logica