La classe dirigente attuale è abituata a mettersi in posa da vittima e a scaricare ad altri l’onere della decisione. Zelensky ha un’altra postura: come mostra la sua coraggiosa lettera a Putin, il presidente ucraino punta a riprendere il controllo della guerra
Quanto conta la volontà dei leader? In apparenza poco: Trump lamenta di essere ostacolato dagli oppositori interni – come se ciò fosse strano in democrazia – e se la prende anche con gli alleati europei. Putin dà la colpa agli ucraini che non si sottomettono; probabilmente è furioso anche con altri, ad esempio i cinesi, troppo timidi nel sostenerlo. Questi ultimi hanno il vento in poppa ma fino a un certo punto e deplorano la posizione americana che li intralcia nella loro corsa al primato. Og

