Il torto di Virginia Libero, qualunque cosa si pensi, è di non aver disertato, come fanno molti adulti. Di aver preso la parola, in modo non accomodante, di avere svolto il suo ruolo in un sistema democratico avvizzito, di aver rappresentato i suoi coetanei
Per rimproverare Virginia Libero hanno scomodato l’avvento del fascismo, il ‘20-’21 dello scorso secolo, la settimana rossa, l’occupazione delle terre, i bolscevichi, in quella fiera del trombone che sono diventate le prime pagine di alcuni giornali. Eppure la segretaria dei giovani democratici ha fatto quello che dovrebbe fare chi guida un’organizzazione giovanile. Dare voce a un pezzo della sua generazione, che non è quella dei settantenni-ottantenni che monopolizzano il dibattito pubblico. I