Il commento

La pace come libertà dalla paura, non si può circoscrivere a interesse nazionale

Nel 1945, William Beveridge scrisse che il “prezzo della pace” è duplice: politico ed economico. «Dobbiamo assicurarci, quanto meglio si possa, che le divergenze tra le nazioni non condurranno alla guerra». Dovremmo stimolare leader e capi di Stato a ponderare l’inutilità e il danno di concepire la pace come una questione di “interesse nazionale”

Il tempo della pace sembra sempre più distante da noi, parte di un passato che, più ci addentriamo nel futuro, più si fa glorioso. Mitizzare il passato è un segno sconfortante di ciò che siamo o di ciò che rischiamo di diventare. La guerra è nella nostra vita anche se non la vediamo sotto i nostri occhi. È alle porte perché è entrata nel regno della possibilità. E soprattutto perché la vita materiale nelle nostre società (identificate fino a qualche anno fa con l’opulenza) è segnata dalla scarsi

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