La guerra in Ucraina e il riarmo europeo non si possono ridurre a un “sì o no”. Gettare sugli elettori di sinistra la responsabilità di dirimere su pace e guerra è un sopruso: serve un dibattito aperto, perché nessuna maggioranza può fissarsi su posizioni rigide e definitive
La guerra in Ucraina divide. Dalle polemiche emerge quanto non sia vero che tutti vogliono la fine del conflitto. C’è chi sostiene che occorra punire l’aggressore e ciò si traduce in guerra infinita. La vittoria sulla Russia è un mito: contro una potenza nucleare non si vince ma si rischia l’escalation atomica. In quel caso Washington bloccherebbe ogni reazione. La “pace giusta attraverso la forza” rappresenta un moralismo politico che tenta di fare accettare agli europei la guerra come unico de