Fatta salva l’intollerabilità della violenza, presentare i ragazzi di seconda generazione come privi di progetto politico e ideali, solo devastatori e ladri, ha un retrogusto condiscendente. Uno sguardo rispettoso fa vedere che dietro la furia cieca c’è l’esclusione economica e sociale
I commenti relativi alle proteste dei giovani, in alcuni casi accompagnate da scontri e devastazioni dei centri cittadini, hanno intersecato due diverse questioni: la condizione giovanile in una società che invecchia e le seconde generazioni. Sulla prima, si è detto che il nostro non è un paese per giovani, a partire dal dato fondamentale dello sbilanciamento demografico, che rende minoritario il gruppo dei giovani. È un gruppo essenzialmente senza voce, da cui il loro sentirsi esclusi e senza f