Nel discorso per l’anniversario dei 250 anni degli Stati Uniti, Trump ha rispolverato un vecchio lessico da Guerra fredda. Dove la sinistra ritrova un potenziale di mobilitazione attraverso un concetto ampio di classe, torna a fare paura. Fa paura perché si sottrae al gioco della politica dell'identità, su cui la destra ha costruito, negli ultimi decenni, il proprio successo. E indica la strada da percorrere per sfidare l’onda nera, anche da noi
Fuori il «pericolo woke», torna il «comunismo». Nel discorso per l’anniversario dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti, Donald Trump ha rispolverato, contro i suoi avversari interni, un vecchio lessico da Guerra fredda. «Oggi assistiamo a una rinascita della minaccia comunista nel nostro Paese», ha detto. E ha aggiunto: «Non si tratta di semplici divergenze politiche, come differenze di opinione su tasse o regolamentazioni. Il comunismo rappresenta una minaccia mortale» perché «è l'esatto

