Non si capisce il perché di tanta foga nel voler introdurre un sistema di investitura “dal basso”, ma con molte deleghe “verso l’alto”. O meglio, si capisce benissimo: introdurre un “premierato”, il cui unico caso analogo è quello, non proprio edificante, di Israele
Non per chi, ma per cosa. Il sistema elettorale può essere modificato, ma tenendo in conto l’obiettivo complessivo, sistemico, non gli interessi di parte. Se il fine è la stabilità del governo, come asserisce la cantilena della ministra Elisabetta Casellati, i dati testardamente smentiscono che si debba procedere nella direzione (mal) disegnata dal governo e sottovoce accolta da qualche sua quinta colonna nell’opposizione. Intanto perché il governo in carica si avvia ad essere il più longevo del


