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I sondaggi non sono voti, gli elettori vanno convinti

Far di conto sui seggi che si vinceranno e su questo confezionare una legge elettorale, oltre a essere politicamente indecente, è anche stupido. Le scelte di voto presentano un tasso di variabilità incomparabile rispetto al passato. Quindi la vera questione riguarda lo spazio di competizione disponibile tra i due schieramenti

Gli istituti di sondaggi sono i primi a mettere in guardia sulla loro capacità di predire il voto. Quindi far di conto sui seggi che si vinceranno e su questo confezionare una legge, oltre a essere politicamente indecente, è anche stupido. Basta ricordare le non-previsioni del consenso per i grillini, dalle politiche del 2013 in poi (sempre sballate, due volte in eccesso e due in difetto) , e per il Pd alle Europee del 2014 quando arrivò oltre il 40 per cento. Le scelte di voto presentano un tas

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