Il libro

Il ritratto di un’onesta utopia, Sankara e la rivoluzione di un continente

Pur con molti limiti e derive autoritarie, a quasi quarant’anni di distanza, il progetto del fu rivoluzionario resta una fonte d’ispirazione, e la sua figura un esempio a cui i leader di oggi potrebbero guardare. Intanto per il suo coraggio di «osare inventare l’avvenire», come disse all’Onu

Pur con molti limiti e derive autoritarie, a quasi quarant’anni di distanza, il progetto del fu rivoluzionario resta una fonte d’ispirazione, e la sua figura un esempio a cui i leader di oggi potrebbero guardare. Intanto per il suo coraggio di «osare inventare l’avvenire», come disse all’Onu

«Gli eroi son tutti giovani e belli», cantava Francesco Guccini. Era giovane, bello e carismatico Thomas Sankara, il rivoluzionario che ha guidato il Burkina Faso dal 4 agosto 1983 al 15 maggio ‘87, giorno del suo assassinio. Recentemente mi è capitato di vedere il suo viso dipinto sul muro del Centro per la giustizia sociale di Mathare, la più devastata tra le baraccopoli di Nairobi dall’ultima alluvione che ha colpito il paese, e così quest’estate ho deciso di leggere la biografia che ne ha sc