L’editoriale

Corte penale internazionale sotto assedio: Israele e il tycoon demoliscono l’Aja

A luglio potrebbe essere rimosso Karim Khan, il procuratore della Cpi. La rimozione al termine di una procedura anomala pregiudicherebbe la credibilità della Corte sbriciolandone il nucleo universale: il suo essere sottratto alla volontà degli stati, degli eserciti, del più forte

Nel disinteresse generale a luglio si decide la sorte della Corte penale internazionale (Cpi o Icc), antidoto imperfetto e ancora rudimentale alle manipolazioni prodotte dalle fabbriche delle narrazioni furbe (taluni governi, taluni partiti, tanti media). I vertici di Usa e Israele vorrebbero liquidarla, molti europei non si opporrebbero. Il governo Netanyahu, in particolare, ha ingaggiato con la Corte, con l’Onu, con la giustizia internazionale, e, direbbero alcuni, con la verità, un corpo-a-co

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