Per amara ironia, la moneta che celebra il 250º anniversario della Dichiarazione d’indipendenza non riporta il volto di coloro che fondarono gli Stati Uniti, ma di colui che li sta portando al disastro. Ormai quella del tycoon è auto-satira: monete, targhe, banner, gadget con il suo nome (compreso lo Stretto di Hormuz). Un merchandising che sa più di sagra paesana che di totalitarismo in formazione
Nel 44 a.C. Giulio Cesare, al tempo dittatore, fu il primo romano vivente ad apporre il proprio volto su una moneta, rompendo così una convenzione repubblicana che riservava le effigi a divinità o defunti illustri. Oltre duemila anni dopo, un suo improvvisato epigono, oggi presidente degli Stati Uniti e aspirante dittatore, ha coniato un dollaro con su impressa l’immagine del proprio volto. Per amara ironia, la moneta, che celebra il 250º anniversario della Dichiarazione d’indipendenza, non ripo