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Cosa ci insegna Budapest sulle “supermaggioranze”

La soglia dei due terzi dei seggi conferisce all’esecutivo un potere di straordinaria portata: ma sarebbe opportuno che il nuovo potere di Budapest limitasse il ricorso a questo potere. Mentre la supermaggioranza nasconda una pulsione suicidaria, è cruciale ripartire da nuove prassi di produzione del consenso e dalla ricostruzione della fiducia della popolazione

Il 12 aprile è un bel giorno non solo per l’Europa, ma per la democrazia ovunque e in ogni tempo: il popolo ungherese ha dimostrato che il più potente antidoto al veleno illiberale sta nella forza viva della partecipazione. Ma proprio per questa ragione bisognerebbe essere cauti circa l’esito del suffragio. Non tanto perché Péter Magyar aveva un poster di Viktor Orbán appeso alla parete della sua stanza da letto o perché il partito Tisza, al netto dell’impegno europeista, rimane parte integrante

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