In Lavoreremo da grandi, l’attore e regista mette ancora una volta in scena l’umanità in un teatrino dell’assurdo che è la provincia piemontese del lago d’Orta. «Mi piace esaltare e condannare determinate cose e i miei personaggi incarnano dei prototipi grotteschi della nostra società»
In Lavoreremo da grandi, Antonio Albanese mette ancora una volta in scena l’umanità in un teatrino dell’assurdo che è la provincia piemontese del lago d’Orta. Un microcosmo isolato, con una facciata serafica da cartolina, pronto a esplodere in una notte di follia. Questa volta l’attore e regista indossa la maschera di un musicista e padre fallito, alle prese con un incidente stradale che scuoterà la mediocrità di una banda di anti-eroi scalmanati, da “Roxy Bar”. Una black comedy stonata e a trat


