Ogni volta è così: nei giorni del vernissage, cioè prima dell’apertura al pubblico pagante, si invitano gli addetti ai lavori di tutti i tipo. Siamo in centinaia, in un andirivieni continuo, cagnetti che fanno le loro pisciatine territoriali sui muri di ogni padiglione, di ogni performance, di ogni opera, per poter dire, il giorno dopo, di avere già visto tutto in anteprima
Ma tutto questo casino per cosa? Per prendere mezza dozzina di uomini e donne, vestirli in costumi tradizionali, farli sedere in cerchio, imbracciare sei balalaike, e poi strimpellare fino al parossismo? Oppure prendere un impianto di irrigazione, sollevarlo a quattro metri da terra e farlo sgocciolare su una piscina sottile, installata sul pavimento? Ho appena descritto due delle opere che ho visto nel padiglione di Russia e Israele. Le cito perché in definitiva sarebbe per mostrare o non mostr

