La regista è in concorso a Venezia con Women Unknown, sulle danesi che dopo la Seconda guerra mondiale sono state accusate di aver avuto rapporti con i nazisti: «È una storia in cui non è facile distinguere il bene dal male. Pochissime registe alla Mostra? Si tratta di un problema strutturale, l’ho vissuto in prima persona»
Tra i favoriti di Venezia 83 spicca Woman Unknown, un thriller femminista della regista danese-egiziana May El Toukhy che trae ispirazione dalla famosa frase della scrittrice premio Nobel Svetlana Aleksievič: «La guerra non ha un volto di donna». Ambientato durante i giorni convulsi della liberazione della Danimarca dall’occupazione nazista, il film dà voce a quelle donne dimenticate dalla storia che, per aver avuto rapporti con il nemico, sono state vittime di una caccia alle streghe collettiva