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Eroine di carta contro il fascismo: la narrativa italiana ama il fascio-romance

Da La portalettere di Francesca Giannone a I giorni di Vetro di Nicoletta Verna, abbondano i romanzi che condividono il background nazi-fascista e protagoniste femminili che affrontano il malvagio fascista: donne che amano e odiano, resistono e imparano, riflettendo sulla propria condizione. Un fenomeno amplificato dal film di Paola Cortellesi

  • Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola

Il fascio-romance è un universo bizzarro in cui l’afflato diversamente epico di Elsa Morante, Antonio Scurati, Elena Ferrante, Curzio Malaparte e Renata Viganò viene remixato e ricodificato per costruire personaggi che, come ha sottolineato la scrittrice Melania Mazzucco in un ragguaglio sulla letteratura italiana nel contesto del Premio Strega del 2025, sembrano maschere fisse in un nuovo “teatro all’italiana”, strutture ripetitive e ricorrenti orientate al momento in cui la nobile partigiana a