Quello del regista capofila della Nouvelle Vague rumena è quasi un court drama su una religiosissima famiglia di immigrati in Norvegia. Una storia minima con domande universali. Mentre continua a far discutere il caso Bolloré
Cannes – Non è il caso della “famiglia nel bosco”, anche se c’è chi – in malafede – proverà a sostenerlo. Le domande che pone Cristian Mungiu con Fjord – il film più spinoso visto finora in concorso – sono parecchio più scomode, e riguardano tutti i “paesi accoglienti”, almeno in questo spicchio di mondo che è la vecchia Europa. Il capofila della Nouvelle Vague rumena (Palma d’oro per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni nel 2007), come sempre il suo cinema, non ama i proclami: racconta con calma, coin

