In C’era l’amore a Sarajevo, Riva torna idealmente in quella città e in quegli anni, ma lo fa spostando il fuoco: la guerra non più soltanto come accumulo di orrore, ma come spazio paradossale in cui, accanto alla distruzione, si sprigiona una forma radicale e insopprimibile di vita.
Gigi Riva ha attraversato alcuni dei luoghi più lacerati della Storia recente, portando con sé uno sguardo capace di tenere insieme testimonianza e racconto. È stato inviato di guerra negli anni Novanta, e in particolare nei Balcani dove ha seguito da vicino l’assedio di Sarajevo e le sue conseguenze. La sua scrittura si muove su un crinale delicato: quello tra cronaca e memoria, tra la necessità di documentare e quella, più sottile, di comprendere. In C’era l’amore a Sarajevo, Mondadori Strade


