È morto Gino Paoli all’età di 91 anni. «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», ha fatto sapere la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza. I funerali, che dovrebbero essere giovedì, si terranno in forma privata, sempre per volontà della famiglia. Nato a Monfalcone nel 1934, cresciuto a Genova dove ancora oggi abitava, è stato una figura centrale della cosiddetta “scuola genovese” insieme ad altri giganti della musica italiana come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi.

Nel corso della carriera ha collaborato con numerosi interpreti italiani e internazionali. Tra le collaborazioni più importanti ci sono quelle con Ornella Vanoni (con cui ha avuto anche un’importante storia d’amore), Patty Pravo, Zucchero e molti altri.

Tra i suoi brani più celebri figurano Il cielo in una stanza, Sapore di sale, La Gatta, Che cosa c’è e Senza fine. Paoli ha partecipato inoltre a cinque edizioni del Festival di Sanremo, la prima nel 1961 e l’ultima nel 2002, e ha composto musiche per colonne sonore di film. Gli ultimi anni della sua vita erano stati segnati dal dolore, in particolare dopo la perdita del figlio Giovanni nel 2025.

Durante la sua lunga carriera di cantautore, Paoli ha avuto anche una parentesi politica nel 1987 quando si è candidato, venendo eletto come deputato fra le file del Partito Comunista Italiano (poi PDS). Nel 1992 ha dato l’addio all'attività politica professionale, non venendo rieletto, ma ha ricoperto negli anni successivi anche il ruolo di assessore alla Cultura nel comune di Arenzano.

Le reazioni

«Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. È stato un grandissimo autore e compositore. A parte la sua bravura come interprete, vorrei che fosse ricordato soprattutto come un autore e compositore di primo piano». È il commento di Giulio Ripetti in arte Mogol che ha rilasciato all’Adnkronos. Unanime il cordoglio del mondo politico.

«Un gigante, un poeta. Un vero poeta. Ma anche un pittore. Le sue canzoni sono quadri. Lui è nato come pittore». Lo ha definito così Fabio Fazio, commosso, parlando con l’Adnkronos. Il conduttore, il 29 ottobre 2023, ha ospitato a Che Tempo Che Fa una delle ultime interviste televisive del cantautore, ospite insieme a Ornella Vanoni: «È un ricordo bellissimo di due straordinari artisti liberi e unici», ha detto. 

Un artista che «ha scritto pagine e pagine della storia della canzone italiana», ha commentato Fiorello, mentre Ivano Fossati lo ha ricordato per essere stato «una persona splendida» della «scuola dei cantautori» che in realtà «scuola» non è mai stata perché De André, Lauzi, Paoli, Tenco erano «battitori liberi». 

Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ricordato Paoli, «una voce unica, capace di raccontare con straordinaria sensibilità l’animo umano e il suo tempo». E prosegue: «Autore raffinato e dalla voce inconfondibile, ha segnato profondamente la musica italiana e il patrimonio culturale della nostra città dagli anni Sessanta in poi».

Lo hanno poi ricordato Patty Pravo – «Ciao Gino… Artista Senza Fine» – Samuele Bersani – «chiunque faccia il mio lavoro ti deve tantissimo» – Mario Biondi – «Un uomo, un mito» – Vasco Rossi, che ha scritto sui social: «La prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete... immenso Gino». O, ancora, per Jovanotti era «modernissimo sempre», «scuola perenne per tutti quelli che amano questa arte», per Morgan «una vera resistenza al sistema in cui siamo immersi e imprigionati, che lui chiamava regno degli imbecilli, delle cose imbecilli, del non pensiero, del fancazzismo, della mancanza di bellezza, il contrario dell’epoca mitologica della Genova di fine anni Cinquanta».

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