colloquio

Golden Years: «Alla nostra generazione hanno detto subito che il futuro era un disastro»

Pietro Paroletti ha collaborato da produttore con moltissimi artisti. Il suo ultimo EP,  Frutta e verdura,  è contemporaneo nel suo essere fuori dall’attualità. Al cantautorato contemporaneo «forse mancano temi più ampi: oggi in tutta l’arte predomina l’autobiografia, sembra quasi che se non parli di una cosa che ti è successa non sei credibile»

Le uniche due ore in cui Pietro Paroletti non pensa alla musica sono quelle in cui gioca la Roma: «Stacco il cervello, torno bambino». Eppure, bambino, per via di un papà appassionato, la musica era già «una sorta di ossessione», che poi, a fine liceo, lo ha portato a fare il produttore (col nome d’arte Golden Years, da canzone di David Bowie), «perché volevo stare dentro la musica senza portare il fardello creativo dell’artista che sta sul palco». Poche smanie di protagonismo, insomma, e molto