Una riflessione intimista che tocca questioni cruciali, come quella del fine vita. La battaglia civile non è la mission del regista: «Ma sarei felice se aiutasse a riaccendere l’attenzione»
È mai successo a Paolo Sorrentino, in queste ultime settimane e con l’occhio alla sbigliettatura, di aver voglia di essere Checco Zalone? È la più grossolana, rozza e sgarbata delle domande possibili, ovvero la più antinomica alla definizione della parola “grazia” offerta dalla Treccani. È una domanda in puro checcozalonestyle, tanto per restare in tema. Ma è anche una delle poche domande capaci di strappare a un regista aureolato come Sorrentino una risposta compiuta in merito al proprio lavoro


