Questo testo è stato scritto per l’evento Le Conversazioni – Piazzetta Tragara – Capri ed è stato letto il 30 giugno 2023. Il tema di questa edizione è Il viaggio. La traduzione è di Guia Cortassa.


Arrivai nel resort estivo in inverno. C’era la neve per terra, in cumuli compatti lungo entrambi i lati della strada, e l’aria era tonificante. Riuscivo a vedere gli sciatori scendere in picchiata sulle piste in lontananza, oltre il sole accecante. Mi avevano detto che la neve sulla pista era artificiale. Ma la neve per terra – quella era vera.

Non ero mai stata in quella località turistica, anche se ne avevo sentito parlare per la maggior parte della mia infanzia, tanto che nella mia mente aveva raggiunto uno status quasi mitico – il parco divertimenti dell’élite di Tokyo, che per anni era fuggita dal caldo della città per il fresco sollievo della montagna. Era un luogo di divertimento raffinato, di sorgenti termali e passeggiate nella foresta.

Per molti anni la mia mia famiglia ha avuto una seconda casa nella località turistica, una grossa villa annidata tra i boschi sotto il monte Asama. La casa era un indicatore del nostro status sociale, tanto quanto una vera proprietà. Se aveva un’importanza quasi eccessiva per la famiglia, se se ne parlava così tanto o la si menzionava troppo di frequente, era perché eravamo dei nuovi ricchi, la nostra fortuna accumulata degli anni dopo la guerra.

Per le altre famiglie nella località turistica, quelle case non avevano un significato speciale. Erano un dato di fatto – come le scuole private, i domestici, e, soprattutto, il modo di essere, la comprensione innata delle regole che governano posti come quello. Era destino che perdessimo la casa? Certi giorni, mi sembra di sì. Sembrava sempre che fosse in prestito, la proprietà solo temporanea.

La casa rimase alla mia famiglia per meno di trent’anni, prima che fosse venduta. Ciò fu dovuto a una serie di piccoli fallimenti personali, per i quali potevano essere ritenuti responsabili i singoli membri della famiglia. Ma fu anche a causa di più grandi slittamenti tettonici nel paese. Se l’azienda di mio nonno aveva prosperato nel boom del dopoguerra, fallì dopo la sua morte durante un crollo economico e i seguenti decenni di recessione. Mio zio passò dall’interpretare la parte dell’amministratore delegato al lavorare come fattorino. La sua storia non era eccezionale. Le estati nella località turistica evaporarono in una notte.

Ora, più di dieci anni dopo, in inverno, la città era tranquilla. Le fonti termali e i campi da tennis erano vuoti, e sembrava un luogo qualunque. Mentre camminavo attraverso il paese con la mia famiglia, iniziai a pensare che il posto mi sarebbe potuto piacere, nonostante mi rendessi conto che non aveva niente di notevole, che potesse addirittura essere descritto come deludente. Iniziai a percepire la presenza di fantasmi – ma di chi? Di cosa? Non della mia famiglia, dei nonni ormai morti, dei cugini con cui avevo perso i contatti.

Ciò che provavo, o che volevo provare, era la vibrazione di credere in un luogo così fortemente da definirti. Il filo di seta dell’attaccamento. Era qualcosa che sentivo raramente. Per il resto della mia famiglia era diverso. Anche adesso, la perdita di quel posto continuava a fare male. Nessuno ci era mai tornato dalla vendita della casa. Dicevano che era troppo doloroso. Quando chiamai mia zia per chiederle di venire con me, rimase in silenzio abbastanza da farmi capire quanto fosse stata sciocca la mia richiesta. Poi sospirò, un suono spettrale persino per telefono. Vai tu, disse. Scatta una foto per me.

Camminai nei boschi in cerca della casa. Mi persi, vagai, camminai in tondo. Alla fine, quasi per caso, trovai la casa alla fine di un tratto di strada tranquillo, su per una lunga scalinata di pietra. Era quasi nascosta dagli alberi, visibile solo in pezzetti. Rimasi a lungo ai piedi della scala. Pensai di salire. Potevo suonare il campanello, spiegare che la casa era appartenuta alla mia famiglia. Ma rimasi ferma in fondo. Presi il telefono e scattai una foto per mia zia. Poi mi girai, tornai in paese e, poco dopo, lasciai la città.

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