Come l’amore la raccolta di saggi critici scritti nell’arco di 25 anni da Maggie Nelson ha un filo rosso di metodo. Si chiede: cosa significa stare dentro un’opera abbastanza a lungo da lasciarsene trasformare?
Hilton Als, critico del New Yorker e uno dei soggetti finiti in questo libro, parlando della metropolitana di New York – luci che scorrono, corpi in piedi, e l’osservazione che li accomuna tutti – dice: siamo una sfilza di bocche che hanno bisogno di essere riempite, «con qualcosa di umido o di asciutto, come l’amore, o di inconsueto e saporito, come l’amore». Maggie Nelson cita queste parole nella prefazione di Come l’amore, da poco uscito in Italia per il Saggiatore. Ammette di non capirle del