l’estratto

La luce secondo Chiaramonte, il fotografo che agiva nell’ombra

Giovanni Chiaramonte, Volto, Bomarzo, 1990, stampa c-print © Archivi Giovanni Chiaramonte, courtesy Viasaterna
Giovanni Chiaramonte, Volto, Bomarzo, 1990, stampa c-print © Archivi Giovanni Chiaramonte, courtesy Viasaterna
Giovanni Chiaramonte, Volto, Bomarzo, 1990, stampa c-print © Archivi Giovanni Chiaramonte, courtesy Viasaterna

Una mostra ripercorre la carriera dell’artista seguendo il binomio che attraversa tutti i suoi lavori. Una dualità da leggere in senso agostiniano: il male non ha statuto ontologico proprio, non è altro che l'assenza di bene. Così il buio non è che la mancanza di luce.

Pubblichiamo di seguito un estratto dal testo critico di Luca Fiore per Alight, mostra di Giovanni Chiaramonte allestita da Viasaterna a Milano, dal 5 ottobre all’11 dicembre. Per Giovanni Chiaramonte la luce non è stata soltanto il mezzo con cui costruire quelli che Arturo Carlo Quintavalle ha chiamato i suoi «grandi racconti»: Giardini e paesaggi, Terra del ritorno, Penisola delle figure, Westwards, fino a Oceano Latino. È stata molte volte il soggetto stesso della singola immagine. La luce,