Finzioni

La satira antica e le regole del riso

Nell’immaginario greco la parola offensiva ha un’efficacia concreta: fa cose nel mondo e tocca drammaticamente le persone. La commedia porta questa logica nelle istituzioni della città. È ciò che Aristofane fa con Cleone ma anche con Socrate ed Euripide. Ma è nel I secolo d.C. che Quintiliano rivendica la satira come il campo della vera originalità romana

  • Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola

Ad Atene nel 424 a.C. vanno in scena i Cavalieri di Aristofane: in casa di Demo (il «Popolo»), un vecchio padrone irritabile e un po’ sprovveduto, arriva un nuovo servo a creare scompiglio: Paflagone conquista Demo adulandolo e tiranneggiando gli altri servi. Paflagone non è che una maschera di Cleone, uno dei politici più influenti dell’epoca, e la commedia trionfa. Questo successo è reso possibile dalle istituzioni della città: la competizione è pubblica, i giudici sono sorteggiati e la messa