Protagonista di La vie d’une femme in concorso al 79esimo Festival del cinema di Cannes, l’attrice riflette sulla scelta dei suoi personaggi: «È stato molto importante per me rompere lo stereotipo secondo cui, dopo i cinquant’anni, una donna non ha più desiderio né sensualità»
Cannes – Il cinema può abbattere gli stereotipi? La risposta è Léa Drucker. L’attrice francese torna in concorso a Cannes con La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, in cui interpreta con autorità, sensualità e umanità un ruolo raro nel cinema: quello di una donna di oltre 50 anni senza figli. Il film è un ritratto/mosaico al femminile suddiviso in vari capitoli, in cui una chirurgo maxillofacciale inossidabile (soprannominata dal marito Robocop) perde le sue certezze di fronte a un am

