l’ambivalenza che annacqua

Gli Oscar del silenzio: la guerra è il convitato di pietra

Priyanka Chopra Jonas e Javier Bardem che con le spille \\\"No alla guerra\\\" e \\\"Palestina libera\\\", è stato una delle poche voci politiche della cermonia (foto Epa/Ansa)
Priyanka Chopra Jonas e Javier Bardem che con le spille \\\"No alla guerra\\\" e \\\"Palestina libera\\\", è stato una delle poche voci politiche della cermonia (foto Epa/Ansa)
Priyanka Chopra Jonas e Javier Bardem che con le spille "No alla guerra" e "Palestina libera", è stato una delle poche voci politiche della cermonia (foto Epa/Ansa)

Il mal di pancia dell’élite americana del cinema verso le amministrazioni oscurantiste ha il vizio cronico di dissiparsi davanti allo show: sorridi a favore di camera che ti passa. Allora, bravo a Sean Penn, vincitore del premio come miglior attore non protagonista per Una battaglia dopo l’altra: la sua assenza è stata la presenza più rumorosa della serata

Meno male che c’è Sean Penn. Da assente per il suo incontestabile Oscar come attore non protagonista di Una battaglia dopo l’altra è stato la presenza più rumorosa ed eloquente della nottata hollywoodiana numero 98. Più eloquente perfino di Javier Bardem, che pure in questi Oscar di guerra col silenziatore si è posizionato a voce alta e con tanto di statement appuntati sulla giacca: «No alla guerra» e «Palestina libera». Cerimonia quaresimale, perché il mal di pancia dell’élite americana del cin

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