L’intervista

Pierre Salvadori: «La situazione del cinema francese? Mi preoccuperò quando sarò censurato»

Il regista che con La Vénus électrique (fuori concorso) ha aperto il festival di Cannes, parla del caso Bolloré e del valore della commedia: «Penso che possa essere percepita come cinica, per me  è l’apologia della vitalità»

Cannes – Far parlare i morti, consolare i vivi e trasformare un inganno in un miracolo: in fondo, il cinema è anche questo, come accade in La Vénus électrique, l’undicesimo film di Pierre Salvadori che ha aperto il 79º Festival di Cannes. Una commedia agrodolce che ci fa girare su una giostra di sentimenti, in cui l’amore non è altro che un teatro di illusioni e sotterfugi. Ambientato nella Parigi degli anni Venti, il film racconta la storia di un pittore in lutto (Pio Marmaï) che crede di parla

Per continuare a leggere questo articolo