l’intervista

Il regista Bi Gan: «Sogni e cinema, una cosa sola ma non sappiamo più collegarli»

Con soli tre film, il regista cinese trentaseienne si è affermato come uno dei poeti dell’immagine più singolari del cinema contemporaneo: Resurrection è un’odissea visiva che ci immerge in un sogno ad occhi aperti. «Ogni volta parto dall’idea di realizzare un film più facile, ma più vado avanti, più le cose mi sfuggono di mano»

Con soli tre film, il regista cinese trentaseienne Bi Gan si è affermato come uno dei poeti dell’immagine più singolari del cinema contemporaneo. Vincitore del Prix Spécial all’ultimo Festival di Cannes, il suo faraonico Resurrection è un’odissea visiva di ben 2 ore e 40 minuti che ci immerge in un sogno ad occhi aperti e ci fa attraversare il XX secolo, con cinque storie sensoriali accomunate dalla magia del cinema. Espressionismo, film noir, racconto fantastico: Bi Gan esplora e reinventa dive

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