Gli studenti in piazza ricordano che la domanda non è se la scuola tecnica debba dialogare con il lavoro, ma a quale prezzo e con quale idea di persona; se vogliamo studenti adattabili alle oscillazioni del mercato, oppure persone capaci di comprendere, negoziare e orientare i cambiamenti tecnologici e sociali
Gli studenti sono scesi in piazza contro la riforma degli istituti tecnici proposta dal ministro Valditara, denunciandone il carattere classista. Hanno ragione o gli studenti protestano sempre, come vorrebbe una certa lettura paternalistica del conflitto scolastico? Hanno ragione, e per capirlo occorre guardare all’idea di scuola che si intravede dietro il nuovo impianto. La revisione degli istituti tecnici, destinata a entrare in vigore dalle classi prime del 2026/2027, si colloca nel solco del

