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Sopravvivere al trauma. Con l’ironia di Sorry, Baby

Non è tra i titoli accreditati per le cinquine degli Oscar 2026, ma l’esordio di Eva Victor è una sorpresa non ignorabile. Narra di una violenza sessuale subita, della “normalità” delle reazioni istituzionali e degli effetti che quell’esperienza si trascina dietro nel tempo. Ma non è il classico “film sullo stupro”. Parla di vita vissuta: la sua narrazione – con “sorellanza” antiretorica – appartiene a tutte

Sorry, Baby non è tra i titoli accreditati per le cinquine degli Oscar 2026. Ha avuto una nomination ai Golden Globes solo per Eva Victor non regista, non sceneggiatrice, ma miglior attrice categoria commedia/musical. È lecito cadere dalle nubi – per dirla alla Checco Zalone – perché la sua opera prima per il grande schermo è una sorpresa non ignorabile. Se un’esordiente franco-americana trentunenne riesce a mettere insieme un premio per la sceneggiatura al Sundance, una prestigiosa chiusura del

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