Una mostra alla Galleria Borghese dà un’idea della lunghissima fortuna iconografica del capolavoro latino, dai manoscritti medievali, nei quali l’autore pagano viene cristianizzato e moralizatus (o moralisé), fino alle suggestioni – più o meno riuscite – della contemporaneità. Morto nell’anno 17 o 18, è considerato un cristiano segreto per il racconto della creazione dal caos che apre le Metamorfosi, ma anche perché viene ritenuto velatamente critico dell’imperatore pagano
Ovidio ritorna, e trionfa, nella Galleria Borghese per una mostra che s’incastona a meraviglia in uno scenario strabordante di opere d’arte che il poeta augusteo, traghettatore dei miti greci nel mondo romano, avrebbe contemplato con stupore. Il tema è quello delle Metamorfosi, e il risultato dà un’idea della lunghissima fortuna iconografica del capolavoro latino, dai manoscritti medievali, nei quali l’autore pagano viene cristianizzato e moralizatus (o moralisé), fino alle suggestioni – più o m

