L’opera di Ali Asgari permette di piangere da titolari di libero arbitrio, non per reazione pavloviana a ruffianate e violini. È una storia minima ma dentro c’è tutto l’Iran di questo 2026
VENEZIA – È un vecchio luogo comune, che ogni tanto rigurgitiamo: non c’è niente che il cinema non possa dire nell’ora e mezzo canonica del buon tempo che fu. È (quasi) falso, come tutti i luoghi comuni, ma chi è allergico alla retorica come Superman alla kryptonite rischia di innamorarsi di Kami Nour (titolo italiano Un po’di luce) di Ali Asgari, che non a caso il concorso mette in risalto in chiusura. Dura 87 minuti e permette di piangere da titolari di libero arbitrio, non per reazione pavlov